Si tratta di raccontare una decina di cose su di sé, a ruota libera e in tutta sincerità. E così farò. Quel che viene, viene!
1. Sono
chiacchierona. Per questo nei primi anni di scuola mi beccavo spesso i 'compiti di castigo'... Ma erano così carini che non vedevo l'ora di finire quelli regolamentari per dedicarmi a ricopiare un bel limone, oppure una scena pasquale, con i pulcini e le campane in festa... Un bel giorno la mia mamma mi spiegò che il fatto di ricevere sempre un compito di castigo non dovrebbe essere propriamente un vanto :-P
2. Fino ai diciotto, diciannove anni avevo sempre sostenuto che mai e poi mai avrei voluto avere dei figli. Non mi piacevano i bambini; mi mettevano a disagio, non sapevo come interagire. Bramavo solo
viaggiare e avere un lavoro che mi sguinzagliasse in giro a testimoniare quello che vedevo, ascoltavo, annusavo, fotografavo, registravo... Il giornalismo mi sembrava perfetto.
3. Nonostante i desideri di cui al punto precedente, devo dire che non sono mai stata ambiziosa. A scuola miravo alla media necessaria per racimolare la borsa di studio, che faceva tanto comodo. E basta. I confronti sui voti, sulle interrogazioni, le gare mi hanno sempre
spiazzata. Sarà per questo che non sto girando il mondo col taccuino in mano?
4. L'unico sport che ho amato è stato il
tennis. Una volta arrivai in finale al torneino del circolino. Il lato B della storia è che si era in pieno agosto. E a contenderci il titolo eravamo in quattro.
5. Ogni anno, quando la biblioteca apriva le iscrizioni ai corsi di musica, i miei mi suggerivano di imparare a suonare uno strumento. La mia risposta era, invariabilmente, no. Credo fiutassi nell'aria le aspettative del papà appassionato di lirica. Ripiegai sulla
danza. Mia sorella, quando venne il suo turno, accettò. Ora è maestra di pianoforte. Io sono vent'anni che ho smesso di ballare.
6. Un anno
Santa Lucia giunse in classe e lasciò, a noi bimbi di prima elementare, dei bei pacchettini rettangolari, blu e rossi. Contenevano i primi
libri da leggere per conto proprio: "Topolini sempre in festa" e "Porcellina e Lupetto in cerca di funghi" (ridete, ridete pure! Ma è verissimo) Mi si appiccicarono addosso due passioni: quella per il risotto coi porcini e quella per la lettura. L'anno seguente Santa Lucia portò in dono Cipì; lo divorai in un paio di giorni. Quell'estate fu la volta del mio primo romanzo, souvenir di un'amica di famiglia di ritorno dalle vacanze in Riviera: Piccole Donne (si trattava di una
indimenticabile edizione della Fabbri, 1985. Quelle stupende illustrazioni mi guidarono alla scoperta di un mondo nuovo). Da lì partì la mia abbuffata di classici della
letteratura per ragazzi. Poi fu la volta dei classici e basta. Poi vennero i saggi di vario tipo. Qualche poeta. E i thriller. E ora... gli albi illustrati per l'infanzia (che tesori ho scoperto...) Confesso di essermi arenata un po' sulla puericultura e pedagogia: poco tempo libero 'utile' e troppe cose da voler apprendere. Adesso sono giunta ad un punto in cui ho proprio voglia di 'rimettermi in carreggiata'. E ho una quantità di libri in paziente attesa che se li impilassi tutti realizzerei una torre di Pisa. Nemmeno troppo in scala...
7. "Cosa ti piacerebbe fare da grande?" Chi non conosce questo tormentone? Per buona parte della mia infanzia la risposta che diedi fu: la
venditrice di borsette. Adoravo l'odore della pelletteria (e tuttora...) Crescendo diventò la
maestra (avevo persino un'agenda convertita in registro ed una classe di alunni immaginari, con tanto di nome e cognome!), poi la
giornalista o, per male (!) che dovesse andare, la
professoressa di lettere antiche o moderne (avete presente il mito del posto fisso? Preistoria?! Eppure non sono tanto vecchia, eh!). Invece, mentre ero impegnata a concretizzare la possibilità di entrare in polizia come
viceispettore (sono serissima, non è una battuta. Aspirazione: ufficio minori), squillò il telefono e mi annunciarono l'esito positivo di un colloquio al quale mi ero recata pochi giorni prima. E fu così che il mio ingresso nel mondo del lavoro avvenne da
segretaria di studio legale. E ora? La speranza è l'ultima a morire. Infatti ne coltivo di
desideri per il futuro! Accompagnare la crescita delle mie figlie. Ritagliarmi un ruolo professionale finalmente vicino ai miei interessi (che, come avrete intuito, sono cambiati parecchio nel corso del tempo). Fare del volontariato attivo (il
centodiciotto è uno dei miei chiodi fissi). Viaggiare un po', e in buona compagnia. Prendere finalmente la tessera del
CAI (c'ero quasi riuscita a convincere mio marito... quando rimasi incinta di coccola!) E poi, se mai un giorno avanzassero delle risorse... la
laurea? Mah...
8. La nascita delle bambine mi ha avvicinata agli aspetti essenziali della vita, e con la stessa lenta progressione con la quale si stanno svelando, man mano, ai loro piccoli occhi curiosi. Ho scoperto come sono semplici, questi aspetti. Di una
semplicità minimalista, tanto ovvia quanto commuovente. E' il poco goduto insieme a te che rasserena un bambino; non i mille orpelli. Dei quali mi sono spogliata, pian piano, con un grande senso di liberazione. Il Montessori mi ha aiutata molto in questo senso. Vantaggi? Impiego molto di meno a spolverare. Effetti collaterali? I miei boccettini di profumo evaporano di solitudine e inutilizzo (egregiamente rimpiazzati da una crema idratante naturale, possibilmente alla mandorla... non mi sono affatto trasformata in una dura e pura, eh!) Non mi sento più nuda senza trucco (che poi, trucco: era quello discreto che c'è ma non si vede. Quello che mio marito mi ha sempre detto: e che te lo metti a fare allora??). Ah: non ho più voglia di fare la rotazione delle borsette in base alla stagione. E a quelle di pelle di B****a (ricordate il background forense nel quale mi muovevo) preferisco quelle di tessuto.
9a. Colleziono
francobolli. Anche se, forse per la diffusione della posta elettronica, la materia prima ultimamente scarseggia. E non lavorando più in ufficio ho anche meno occasioni per incappare in qualche piccolo capolavoro dentellato. Mi piacciono i francobolli che raccontano la natura, testimoniano eventi cruciali dell'anno in corso oppure celebrano momenti storici. Pur essendo, presumibilmente, una collezione di infimo valore (la filatelia è roba seria ;-), quanto mi piace scrutare le mie miniaturine nei particolari! Anche le bimbe sembrano divertirsi, specialmente quando usiamo la loro lente dall'impugnatura rosso fuoco...
9b. Mi perdo nelle riviste di architettura d'interni. E quando mi capita per le mani qualcosa tipo "Case di campagna", lo depongo subito, per non soffrire troppo! Lo stile che mi fa proprio impazzire è quello
provenzale: mobili chiari, forme sobrie e rotonde, pochi decori ben dosati.. il giallo dorato, il verde oliva, i fiori di lavanda... le terrazze mediterranee... ho reso l'idea?
9c. Nutro una gran passione per due costruzioni. I
fari, solitarie sentinelle che ormai versano per lo più in stato di abbandono, tra i fragori ritmici del mare, ... E i
mulini, soprattutto quelli a vento. Ne ho visti di bellissimi in Germania, anni fa, in un vero e proprio
museo all'aperto nel quale vorrei tornare con le bambine, un giorno... Mi incuriosiscono queste case sui generis e il modo in cui sono state vissute come abitazioni. Poi ci sarebbero anche i tipici
cottage inglesi, dei quali però, normalmente, apprezzo gli esterni più degli interni, spesso un po' troppo stipati di oggetti per i miei gusti.
9d. Amo la
fotografia. Quella d'autore. Anche quella che puoi trovare spulciando Flickr e che ti lascia a bocca aperta davanti ad un
foliage maestoso, ad una
seggiola sotto un
portico, ad una
finestra piena di
fiori. Talvolta
impugno la macchina fotografica. Ultimamente, siccome vorrei imparare i trucchi del mestiere, ho ceduto alle lusinghe di una raccolta con uscite mensili. Per ora mi gingillo tra le mani il microcavalletto allegato in omaggio alla prima uscita. Sembra stabile, però, eh?
10. Il mio colore preferito è l'
arancione. Il mio fiore preferito... accidenti, ancora non l'ho scoperto. In ogni stagione ce ne sono diversi che mi rallegrano e parlano di quel particolare momento dell'anno: bucaneve, tulipani, margherite, rose, gerani, ibiscus... però, pensandoci bene, c'è un fiore spontaneo che mi piace in modo particolare: il
nontiscordardimé. Ecco. La mia stagione preferita è l'autunno (col cielo terso, magari!). E per un buon
tiramisù, farei follie.
Spero di non avervi tediato troppo; se non altro, ora sapete a cosa si va incontro conferendomi un premio! Scherzi a parte, io mi sono divertita e, una volta ingranata la marcia (e barato un po' sui numeri, ops), questo gioco mi ha messo di buon umore ;-) Dovrei passare il testimone ad altri blog... Invece, appurato che tanti dei miei preferiti l'hanno già ricevuto, lo giro semplicemente a chiunque voglia mettersi in gioco (il cui link verrà inserito qui di seguito)! Grazie ancora a smile e mammaemigrata.